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COVID FIERA: rimodularlo o sarà un miraggio

Comunicato Stampa AAROI-EMAC Marche

L’intenzione della Regione di attivare l’Ospedale COVID Fiera a Civitanova Marche ha suscitato perplessità nell’ambito di molte istituzioni e di molti soggetti (politici e non) che gravano a più titolo nell’ambito della sfera sanitaria.

AAROI-EMAC Marche, l’Associazione che raggruppa i 300 Anestesisti Rianimatori marchigiani, ha già fatto pervenire al Vertice sanitario istituzionale (Presidente Ceriscioli e Responsabile del Servizio Sanità Lucia Di Furia) le proprie considerazioni imperniate sulla impossibilità di reperire il personale sanitario che garantisca il modello COVID Fiera pensato all’inizio: 42 PL di Rianimazione e Terapia Intensiva e 42 PL di Subintensiva (Anestesisti Rianimatori ed infermieri di area critica, in primis, ma anche altre figure specialistiche quali Cardiologi, Broncopneumologi, Internisti, Infettivologi, Chirurghi …, nonché tutta la filiera di supporto: 100 medici specialisti e 250 infermieri a garanzia di una turnazione completa). Non di meno, come auspicato anche dall’andamento dell’epidemia (ieri 44 Pazienti ricoverati nelle Rianimazioni marchigiane, ben il 76% in meno rispetto al picco di 169 pazienti registrato il 31 marzo 2020!), ha proposto di rimodulare tale ospedale maggiormente verso il trattamento di Pazienti COVID che hanno terminato la fase acuta.

Parliamoci chiaro: le figure specialistiche degli Anestesisti Rianimatori (ma non solo) non ci sono e quelli attualmente in servizio garantiscono con difficoltà i turni dei propri ospedali di appartenenza, spesso assicurando la propria disponibilità con turni aggiuntivi a copertura delle Unità di specialisti mancanti (- 30 sulla dotazione organica necessaria, pari a 750 turni ogni mese!).

Non ha senso il reclutamento volontario di specialisti e di personale infermieristico a copertura delle necessità di COVID Fiera: chi vi aderisce fornirà la copertura di turni in modalità libero professionale, aggiuntiva all’orario istituzionale che deve assicurare negli ospedali di appartenenza!

COVID Fiera deve avere personale dedicato al compito assegnato. Ad esso va garantita la sicurezza organizzativa e della persona, senza mettere a rischio il previsto riposo biologico. Non solo, una corretta gestione prevede la certezza del percorso clinico e professionale, con le varie responsabilità (dal Primario all’ultimo collaboratore) e la continuità assistenziale e clinica, aspetti questi impossibili da assicurare con personale “ballerino” ed in più stanco dai turni massacranti di questi ultimi 60 giorni.  Sono quesiti essenziali dai quali non si può prescindere. Fanno parte della programmazione e non dell’approssimazione!

Forse è necessaria fin d’ora chiarezza nelle finalità dell’Ospedale COVID 100, dalla quale desumere se servano (e quanti) Posti Letto (PL) Rianimazione e Subintensiva, di degenza e riabilitazione, anche in relazione alla disattivazione, che deve essere progressiva, degli attuali ospedali COVID, mantenendone alcuni che per loro struttura (ubicazione geografica – ultraspecializzazione…), possono e debbano continuare a trattare i Pazienti gravi COVID positivi, potenziando i PL di tutte le RTI marchigiane (almeno + 30%).

Certamente un ospedale regalato non si rifiuta; i suoi costi fissi, però, debbono essere adeguatamente motivati! Ad oggi, la principale caratteristica di COVID Fiera è quella di una a filiera rimodulata, di un “polmone di riserva” per la regione che sia pronto per una eventuale ripresa della pandemia (o maxiemergenza – terremoto) con attrezzature validate ma non per questo tutte utilizzate nella fase attuale.

Gli Anestesisti Rianimatori non possono essere considerati alla stregua di pedine mosse a piacimento di qualcuno, dopo che hanno visto stravolgersi la propria vita personale e professionale!  Dopo che per 60 giorni hanno salvato vite umane o ne stanno per concludere positivamente il trattamento. La loro disponibilità, assicurata da diversi anni e nella fase acuta della pandemia, coincide anche con la certezza di una modalità lavorativa nell’ambiente da essi conosciuto e vissuto nel quotidiano, con precise responsabilità professionali ed organizzative e non è utilizzabile nell’incertezza di un ulteriore cambiamento repentino, approssimato e, pertanto, non condiviso.

Dr Marco Chiarello
Presidente AAROI-EMAC Marche

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